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07/06/2009
Idee, proposte e programmi per costruire le città dei diritti umani

Coordinamento Nazionale degli
Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
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Elezioni amministrative 2009

Idee, proposte e programmi
per costruire le città dei diritti umani

 “Ogni città è un candelabro destinato a far luce al cammino della storia.”
Giorgio La Pira, sindaco

A chi si candida chiediamogli di…

Chi si candida a gestire e amministrare la sua comunità è chiamato a rispondere, davanti ai cittadini,
alle seguenti domande:

1. In che modo il Comune ci può aiutare a fronteggiare la crisi?

2. Come può il Comune far crescere la cultura della convivenza e delle pari opportunità?

3. In che modo il Comune può difendere e attuare i diritti umani nella mia città?

4. In che modo il Comune può proteggere l’ambiente, salvaguardare i “beni pubblici comuni” e valorizzare il nostro patrimonio culturale?

5. In che modo il Comune può costruire la pace e la giustizia nel mondo?

Proponiamogli di…

1. In che modo il Comune ci può aiutare a fronteggiare la crisi? Come può aiutare i cittadini a sentirsi meno soli? Come può contrastare l’aumento della povertà, della disoccupazione, del disagio sociale e dell’emarginazione?

Il Comune deve:
1. stanziare un fondo a sostegno delle famiglie bisognose, di almeno 5 euro ad abitante, andando così ad aiutare i nuclei famigliari in situazioni di reale povertà;
2. prevedere l’esenzione dell’addizionale Irpef per tutti redditi sotto i 12.000 euro annui, andando così ad aiutare tutte le pensioni minime ed i redditi bassi;
3. realizzare, con fondi governativi, nuove case in edilizia residenziale pubblica, da offrire con affitti sociali;
4. definire politiche di accompagnamento, inclusione e sicurezza sociale, individuando i bisogni e le priorità della propria comunità, rivedendo il sistema di servizi sociali locali e assicurandone la corretta ed efficiente gestione in stretta collaborazione con le forze sociali e le organizzazioni della società civile;
5. adottare le misure necessarie per proteggere i gruppi di cittadini più vulnerabili e non autosufficienti (disoccupati, precari, anziani, persone sole,…);
6. aprire le porte della città ai giovani con programmi concreti;
7. creare percorsi strutturati di partecipazione dei cittadini alle scelte del Comune in materia di Urbanistica, Lavori pubblici, Piano dei Servizi,…;
8. sostenere le esperienze degli sportelli lavoro, delle Agenzie di sviluppo e della riqualificazione professionale;
9. …

2. Come può il Comune far crescere la cultura della convivenza e delle pari opportunità?

Il Comune deve:
1. distribuire a tutti i ragazzi  e le ragazze delle scuole la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
2. consegnare a tutti i e le diciottenni la Costituzione Italiana, primo bene comune del nostro Paese;
3. contrastare attivamente ogni forma di razzismo e di discriminazione nella città, a partire dall’accesso ai servizi sociali e sanitari;
4. sviluppare una politica di dialogo interculturale agendo prioritariamente nell’educazione dei giovani alla conoscenza, rispetto e comprensione dell’altro, attraverso programmi finanziati anche con i fondi per il Diritto allo Studio;
5. promuovere ogni anno la Festa dei Popoli, la festa delle culture e delle religioni presenti sul proprio territorio;
6. promuovere la “festa del condominio” in collaborazione con le associazioni e i gruppi attivi;
7. promuovere politiche di accoglienza, dialogo e integrazione degli immigrati presenti sul territorio, realizzare corsi di lingua italiana sostenendo al contempo lo sviluppo delle culture d’origine, implementare attività di mediazione linguistica e culturale;
8. …

3. In che modo il Comune può difendere e attuare i diritti umani nella mia città?

Il Comune deve:
1. scrivere l’Agenda politica locale dei diritti umani (ad ogni diritto corrispondono azioni concrete positive e politiche pubbliche) con la collaborazione di tutte le persone, gruppi e organizzazioni della società civile responsabile che lavora per l’effettivo riconoscimento dei diritti umani;
2. costruire l’infrastruttura locale dei diritti umani, ovvero dotarsi degli uffici e degli organi necessari per operare concretamente ed efficacemente per l’effettività dei diritti umani;
3. combattere l’illegalità, la corruzione e le mafie; coinvolgere le categorie economiche in una politica di prevenzione e contrasto al racket e all’usura; destinare a fini sociali i beni confiscati alle organizzazioni mafiose se essi sono presenti sul territorio del Comune e sostenere le associazioni e le cooperative che in essi vi operano;
4. prestare attenzione specifica e immediata alle vittime dei reati ad esempio mediante la stipulazione di una convenzione con una o più compagnie assicurative che preveda l’intervento immediato di uno psicologo e di persone in grado di riparare i danni subiti dai beni di proprietà della vittima;
5. adottare le misure necessarie per favorire la piena integrazione nella vita della città delle persone con disabilità;
6. riconoscere il diritto di voto amministrativo ai cittadini immigrati residenti da almeno 5 anni;
7. favorire e sostenere le organizzazioni della società civile impegnate nella promozione e nella difesa dei diritti umani, dal quartiere all’Onu, sviluppando, nel rispetto dell’autonomia, la progettazione comune.
8. definire tempi certi e ampi di ascolto dei cittadini da parte del Sindaco e degli Assessori;
9. dotarsi di strutture permanenti a difesa dei diritti umani come il Difensore Civico, la Commissione contro le discriminazioni, l’Ufficio per le Pari Opportunità, l’Ufficio per la pace e i diritti umani, il Consiglio Comunale dei Ragazzi;
10. …

4. In che modo il Comune può proteggere l’ambiente, salvaguardare i “beni pubblici comuni” e valorizzare il proprio patrimonio culturale?

Il Comune deve:
1. applicare le norme e attuare una politica di promozione della trasparenza dei comportamenti della pubblica amministrazione nella gestione di tutte le fasi del ciclo del contratto pubblico di appalto;
2. mantenere il controllo pubblico sulle reti dell’acqua, attraverso società a controllo pubblico;
3. promuovere iniziative per il rispetto, il risparmio e l’uso responsabile dell’acqua;
4. aumentare nel Piano di Governo del Territorio i metri-quadrati di verde pubblico per ogni cittadino, attraverso lo strumento della perequazione;
5. piantare un albero per ogni neonato;
6. aderire alla rete delle Agende 21 Locali per uno sviluppo sostenibile;
7. inserire nei bandi di gara per gli acquisti e per la ristorazione i prodotti verdi, bio ed equosolidali;
8. aumentare i km di piste ciclabili della propria città;
9. aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti;
10. …

5. In che modo il Comune può costruire la pace e la giustizia nel mondo?

Il Comune deve riconoscere le proprie responsabilità e strutturare il proprio impegno per la pace e i diritti umani per agire in rete sul proprio territorio, a livello nazionale, in Europa e nel mondo:
1. approvare la dichiarazione di “Città per la pace e i diritti umani”, inserire la norma “pace-diritti umani” nello Statuto comunale e aderire al Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani partecipando alla definizione e realizzazione delle sue attività. Tra queste ci sono: Marcia per la pace Perugia-Assisi; programma “La mia scuola per la pace”; programma “100 città per la pace in Medio Oriente”; Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per e con l’Africa; progetto “Assemblea dell’Onu dei Popoli”; Campagna contro la povertà per gli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”; Campagna per l’eliminazione delle armi nucleari “Le città non sono bersagli”;
2. dotarsi, nell’ambito dell’infrastruttura locale dei diritti umani, delle strutture permanenti necessarie per promuovere l'educazione alla pace, ai diritti umani, alla legalità e alla giustizia, la diplomazia delle città e la cooperazione internazionale come: un Assessorato per la pace e i diritti umani; un apposito Ufficio operativo collegato all’assessorato; i relativi capitoli di bilancio per la pace, i diritti umani e la cooperazione internazionale; un comitato o una consulta con le associazioni del territorio, ecc;
3. definire un piano annuale di attività concrete insieme alle organizzazioni della società civile presenti sul territorio e al Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani;
4. contribuire allo sviluppo della “diplomazia delle città” per prevenire e risolvere i conflitti, per sradicare la povertà, per promuovere l’Alleanza delle civiltà e il dialogo tra i popoli e le culture diverse;
5. …

Questo documento presenta alcuni degli impegni che dovrebbero essere assunti da chi si candida a gestire e amministrare la tua comunità. Si tratta di iniziative concrete già realizzate da altri amministratori locali negli ultimi anni. Esse possono essere adattate, integrate e sviluppate secondo le esigenze della tua comunità. Sono state scritte pensando alle città e ai Comuni ma, con i dovuti accorgimenti, valgono ugualmente per le Province.

Questo documento è stato elaborato dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani nell’ambito della campagna “Costruiamo le città dei diritti umani” promossa insieme a Tavola della pace, Libera, Strada Facendo, Cnca, Gruppo Abele e Avviso Pubblico.

Se decidi di utilizzare questo documento nella tua città o provincia, se hai delle proposte per integrarlo e svilupparlo, inviaci il tuo contributo. Costruiamo INSIEME le città dei diritti umani!

Ci trovi al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani via della Viola 1 (06100) Perugia - tel. 075/5722479 - fax 075/5721234
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