Il Coordinamento
Città per la pace
Progetti di pace
Appelli e delibere
Campagne e strumenti di pace
Città 2015
Cities for Peace and Democracy
Per la quota associativa
Per sostenerci
GLI ENTI LOCALI CONTRO LA POVERTA’ GLOBALE
DOCUMENTO DI LAVORO
A cura della Campagna ONU “No Excuse 2015” per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
La sfida: Attivare gli aiuti
La sfida per conseguire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015 è enorme e richiederà un impegno a livello locale, nazionale e globale. Crediamo fermamente che una delle forze trainanti verso uno sviluppo e un reale cambiamento risieda proprio nelle innumerevoli decisioni e azioni locali compiute quotidianamente dagli enti locali. Questo kit di possibili azioni intende esplorare diverse possibilità per rendere il tuo ente locale realmente attivo nella mobilitazione globale contro la povertà guidata dalle Nazioni Unite.
Cosa sono gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio?
Durante il Vertice del Millennio delle Nazioni Unite nel 2000, 189 Capi di Stato e di Governo si sono impegnati a costruire un mondo migliore, più giusto e più sicuro entro il 2015. Hanno firmato la Dichiarazione del Millennio, che riafferma i valori universali quali l’uguaglianza, il rispetto reciproco e la responsabilità collettiva per le condizioni di vita delle persone e cerca rimedio agli squilibri causati dalla globalizzazione.
Al centro della Dichiarazione del Millennio ci sono 8 ambiziosi obiettivi e una serie di traguardi specifici da raggiungere entro il 2015. I capi di stato di nazioni ricche e povere hanno preso atto della propria responsabilità per sradicare la povertà nel mondo. I paesi in via di sviluppo si sono impegnati a migliorare il proprio modo di governare, a rafforzare le proprie istituzioni e ad applicare politiche in favore dei poveri. I paesi sviluppati si sono impegnati ad erogare maggiori aiuti, a ridurre sensibilmente il debito e ad aumentare le opportunità commerciali e tecnologiche dei paesi poveri.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio costituiscono un quadro di lavoro sulla questione dello sviluppo valido sia per i paesi in via di sviluppo che per i paesi sviluppati.; ponendo al centro l’impegno per ridurre le disuguaglianze tra le zone ricche e quelle povere del mondo, possono potenzialmente mettere fine ai conflitti, promuovono la pace e incoraggiano forme locali di governo democratico.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio:
Voi sapete meglio di chiunque altro che le privazioni patite dai poveri vengono vissute in primo luogo a livello locale. La lotta alla povertà e all’emarginazione è stata per anni e continua ad essere tuttora una responsabilità del vostro governo locale, così come la salvaguardia dell’educazione dei propri cittadini, il miglioramento dell’assistenza sanitaria e di altri servizi fondamentali. Dopo tutti questi anni di duro lavoro, oggi gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio rappresentano la cornice in cui continuare a sviluppare il proprio lavoro.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, oltre a fornire il modello su cui continuare a lavorare per migliorare il livello di servizi raggiunti in tutti gli anni di lavoro all’interno della propria comunità, danno la possibilità di difendere il diritto di altri enti locali e governi di paesi in via di sviluppo a raggiungere ciò si è realizzato nel proprio ente locale o che si sta lavorando per attuare: gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Ecco perché è fondamentale che gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio vengano posti tra le priorità nei programmi locali. In questa maniera sarà possibile giocare un ruolo decisivo nella creazione di una coscienza collettiva verso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio nel proprio territorio. Questa coscienza collettiva farà maturare un interesse comune tra i cittadini del proprio territorio e i cittadini di altre zone del mondo. La vostra partecipazione a questo processo di “coscientizzazione dal basso” diventa così di fondamentale importanza per costringere il proprio governo nazionale ad assumersi le proprie responsabilità e a rendere conto ai cittadini del proprio operato a livello internazionale.
La capacità dimostrata nel aver portato l’ente locale ad affrontare tematiche di cooperazione internazionale ed i successi ottenuti nel proprio territorio nel realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio prima ancora che venissero chiamati così, richiedono ora di continuare ad essere coerenti nell’attuare politiche locali atte ad aiutare i poveri nel mondo.
Cosa rende gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio così unici?
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono unici perché sono tecnicamente ed economicamente alla nostra portata. Perfino i governi più poveri possono ottenere dei buoni risultati se maggiormente responsabilizzati e laddove si diano delle priorità di bilancio migliori. L’unico elemento mancante è la volontà politica di mettere al centro dei programmi locali, nazionali e internazionali gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Bisogna chiedere ai governi dei paesi ricchi e poveri di essere responsabili degli impegni presi. Se si continuerà ad operare come sempre, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio non verranno realizzati entro il 2015. Di questo passo, nel caso dell’Africa Sub-Sahariana l’obiettivo n.1 (Eliminare la fame e la povertà) verrà realizzato solo nel 2147.
La società civile, i media, i parlamentari e non per ultimi gli enti locali, devono tutti svolgere il proprio ruolo nel chiedere ai governi di essere responsabili, responsabilità che varierà a seconda della divisione del lavoro tra i paesi ricchi e i paesi poveri. La responsabilità primaria dei paesi in via di sviluppo è di realizzare i primi sette Obiettivi: Eliminare la fame e la povertà, assicurare l’istruzione primaria a tutti i bambini e a tutte le bambine, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute delle gestanti, combattere l’aids, la malaria e altre malattie e assicurare uno sviluppo sostenibile.
I paesi poveri però non possono raggiungere questi obiettivi senza l’aiuto dei paesi ricchi.
Prima di tutto, i paesi ricchi devono dedicarsi agli otto Obiettivi più concretamente aumentando gli aiuti, aumentando le opportunità commerciali e tecnologiche per i paesi in via di sviluppo, e attraverso una maggiore riduzione del debito. E’ di cruciale importanza che i paesi ricchi portino avanti i propri impegni prima del 2015 dato che ogni ulteriore aiuto rappresenta un input fondamentale all’esito del 2015.
Le persone nei paesi ricchi sostengono la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo?
Un recente sondaggio su “Opinione pubblica e lotta alla povertà” ha messo in evidenza che la disposizione al sostegno dei paesi poveri è alta tra i paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo. Un aggiornamento del 2003, pubblicato su McDonnell et al., ha confermato che questa disposizione è contintuata ad aumentare nella maggior parte dei paesi membri della Commissione di Assistenza allo Sviluppo (DAC).
Gli europei sono tra i sostenitori più convinti: nel 2002, l’85% credeva che la cooperazione allo sviluppo fosse “molto” o “abbastanza” importante rispetto al 75.8% del 1998. Presa da parte, la categoria dei “molto” è aumentata dal 28.1% nel 1998 al 45.7% : un aumento di 17.6% punti percentuali.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono importanti per gli Enti Locali dei paesi ricchi?
L’agenda 21* ha dimostrato il potenziale che hanno gli enti locali dei paesi ricchi nella promozione di questioni internazionali: sono state create delle reti e sono state attuate delle azioni concertate di interesse globale. Nella stessa maniera gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio forniscono un quadro d’azione internazionale per la formazione di piattaforme politiche volte e combattere la povertà globale. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio costituiscono per gli enti locali una opportunità unica di coinvolgere la propria circoscrizione elettorale in ampi dibattiti su come combattere la povertà globale. La vastità del tema può offrire l’opportunità di allargare le piattaforme politiche a questioni legate allo sviluppo e alla responsabilità globale.
Gli Enti Locali possono fare la differenza? Come?
In alcuni paesi ricchi gli enti locali hanno già intrapreso l’avventura di diventare attori del cambiamento globale, attraverso l’esplorazione dei differenti meccanismi decisionali che hanno a disposizione:
Altre azioni concrete che gli enti locali possono intraprendere sono:
· Utilizzaree gli spazi e le strutture pubbliche a disposizione per promuovere messaggi rilevanti sugli Obiettivi del Millennio (tv locali, quotidiani locali, fermate della metropolitana e dell’autobus, manifesti ecc.)
· Indire a livello locale dei premi per la migliore iniziativa a sostegno degli Obiettivi del Millennio e organizzare eventi che vedano la partecipazione attiva delle associazioni
· Coinvolgere il Sindaco o altre figure chiave a livello locale e farli diventare dei testimonial/promotori della lotta alla povertà, (indossando la white band, attraverso i propri interventi ecc.)
· Creare e distribuire un kit di 10 azioni che renda attivi i cittadini della propria zona nella promozione degli Obiettivi del Millennio.
Come fanno gli enti locali a coinvolgere la società civile globale nella lotta alla povertà?
Le “Porte”
Le Porte degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio stanno viaggiando di città in città per ricordare ai governi gli impegni presi durante il Vertice del Millennio nel 2000.
Sedici totem a forma di otto porte simboleggiano l’unione tra 8 bambini di paesi poveri e 8 bambini di paesi ricchi. Ogni bambino ha i piedi ben saldi sui problemi più grandi della terra, uniti nei loro cuori dall’impegno degli Obiettivi e dal pensiero comune su come raggiungerli entro il 2015.
La prima città italiana che ha ospitato l’istallazione delle Porte è stata Bastia il 12 ottobre 2003 durante l’inaugurazione della campagna “Niente scuse 2015” promossa dalla società civile in occasione della Marcia della Pace Perugia- Assisi. L’evento, che ha visto 300.000 partecipanti sfilare sotto le porte, è stato tra i più significativi in Italia.
Le Porte si sono dimostrate un metodo efficace per trasmettere i significati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Negli ultimi due anni, le Porte sono state installate in Italia e in Spagna in varie occasioni: a Roma in Piazza Navona, a Firenze al Mandela Forum, a Barcellona all’Universal Forum 2004 e a Seviglia accanto alla cattedrale.
Tra i vari vantaggi che si possono trarre dall’istallazione delle Porte ricordiamo:
Ospita le Porte nella piazza, nel parco o nella passeggiata della tua città, organizza degli eventi educativi e culturali e entra a far parte delle Città per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
La “Chiamata Globale contro la Povertà” (GCAP) e la “White Band”
Gli Enti Locali e i leader politici possono impegnarsi in altre campagne della società civile come la Chiamata Globale all’Azione contro la Povertà (GCAP).
La campagna è stata lanciata il 27 gennaio 2005 in occasione del Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre con la partecipazione e il sostegno del presidente Luiz Ignacio Lula da Silva che in uno stadio gremito da 15.000 persone ha indossato una fascia bianca intorno al braccio a sostegno della GCAP. I politici locali, i sindacati, i rappresentanti locali, le figure di spicco nel panorama culturale locale, possono dimostrare il loro sostegno alla campagna contro la povertà indossando pubblicamente le white band.
“Addobba” il tuo Comune!
La GCAP intende organizzare il maggior numero possibile di eventi pubblici culturali di vario tipo durante il 2005. La coalizione punta a convincere il maggior numero possibile di enti locali a sostenere l’iniziativa della “white band”. L’iniziativa è molto semplice. Ispiratasi al fiocchetto rosso indossato a sostegno della campagna contro la diffusione del virus del AIDS, la coalizione invita i governi locali ad “addobbare” il luogo più emblematico della propria città o paese con grandi fasce bianche.
Questa iniziativa rappresenterà anche una grande opportunità per rendere visibile il sostegno del proprio ente locale agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Per maggiori informazioni visitate:
KIT DI 10 AZIONI PER GLI ENTI LOCALI
Traduzione provvisoria, a cura del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i diritti Umani
Perugia, 23 maggio 2005
* L’agenda n.21 è un piano di azione esteso da attuare a livello globale, nazionale e locale dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, dai governi e dai gruppi maggioritari. Fu adottata nel 1992 a Rio de Janeiro, in Brasile, dai 178 governi firmatari della Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo.
Città 2015
Per sostenerci
per Sostienere le iniziative del Coordinamento: c/c n.100174 presso BANCA POPOLARE ETICA, sede di Padova, intestato al
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace
ABI 05018 - CAB 12100
Codice IBAN IT67 J050 1812 1000 0000 0100 174